La via dell'arte a Marsala
Porta Garibaldi
Palazzo VII Aprile
Chiesa Madre
Arazzo - particolare
Abbiamo descritto la Via dell'Arte di Marsala mediante
tre itinerari principali:
Centro
citta 1
Porta Garibaldi, Piazza Loggia con il Palazzo VII
Aprile e l Chiesa Madre, Museo degli Arazzi Fiamminghi.
Centro citta
2
Complesso Monumentale San Pietro, Conbento del Carmine
Capo Boeo
Chiesa di San Giovanni fuori le Mura, Museo Archeologico Regionale
con la
Nave Punica
Il nome attuale di Marsala deriva probabilmente dall'appellativo
arabo Marsah el Ali, porto di Ali (o Allah), di Dio quindi, a testimonianza
della sua importanza come citta di mare. Ed è proprio al
suo porto che è legato uno degli avvenimenti piu significativi
della sua storia: lo sbarco dei Mille in Sicilia, guidati da Garibaldi.
L'antica
Porta Garibaldi immette nel centro storico,
tra musei, palazzi spagnoli, chiese e opere d'arte.
Il cuore della citta pulsa intorno a
Piazza
della Repubblica (o
Piazza Loggia), delimitata
dalla Cattedrale e dal
Palazzo VII Aprile, oggi sede
del Consiglio Comunale, risalente al XVI secolo e cosi chiamato
dopo il 1860, in memoria dell'insurrezione popolare contro i Borboni.
La
Cattedrale (
Chiesa Madre o "Madrice"),
edificata in periodo normanno, ma rifatta nel '700, è dedicata
a San Tommaso di Canterbury e custodisce numerose opere scultoree dei
secoli XV e XVI e numerosi dipinti dei secoli XVII e XVIII, oltre ad un
tesoro con oggetti in argento e oro non esposti al pubblico.
La chiesa ha un'imponente facciata in tufo arricchita da statue e sviluppata
su due ordini: la parte inferiore è manieristico-barocca, la parte
superiore è di epoca successiva.
L'interno è a pianta basilicale con transetto ed è diviso
in tre navate da 16 colonne di marmo in cui sono conservate numerose opere
dei Gagini tra cui spiccano una bella icona di Antonello Gagini e Berrettaro
(abside sinistra) e, nel transetto destro, una delicata Madonna del Popolo,
di Domenico Gagini (1490). Sopra quest'ultima, una bella tela rinascimentale
di Antonello Riggio raffigura la Candelora (purificazione di Maria al
Tempio).
In un edificio ottocentesco annesso alla Chiesa Madre e unico del suo
genere in Sicilia, è ospitato il
Museo degli Arazzi fiamminghi.
La collezione consta di Otto grandi arazzi fiamminghi, risalenti alla
seconda meta del XVI secolo, donati dal re di Spagna Filippo II
al marsalese Antonio Lombardo, vescovo di Messina. Gli arazzi raffigurano
scene della guerra romano-giudaica (66-67 d.C.) combattuta da Vespasiano
e dal figlio Tito per la conquista di Gerusalemme. La vivacita di colori e la ricchezza compositiva si estende, oltre che al soggetto
centrale, anche agli alti bordi decorati da fiori, frutti e figure allegoriche.
Particolarmente vivace il sesto arazzo che riproduce un momento di lotta
comunicando un intenso senso del movimento.