Sulle rovine dall'antico Tempio, dedicato ad una divinita
femminile della natura bella e feconda, identificata dai Romani con Venere
Ericina, sorge il Castello di Venere, reso inespugnabile dai Normanni
che lo dotarono di mura orlate di merli.
Le torri medievali che costituivano l'avamposto del Castello di
Venere furono parzialmente ricostruite dal conte Pepoli, cui si deve anche
l'edificazione di una manierosa costruzione in vago stile moresco,
detta Torretta Pepoli.
Intorno al castello si estendono i giardini del “ Balio” (dal
nome del governatore normanno, Bajulo, che risiedeva nel castello).
Lungo le sue stradine si incontrano negozi di antiquariato, di tappeti
fatti a mano, di ceramiche artistiche e di dolci tipici.
Erice è stata resa famosa nel mondo dalla presenza del Centro di
cultura Scientifica “ Ettore Maiorana” presso il quale si
svolgono continuamente congressi scientifici e mostre di livello internazionale.